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TRE FONDI ZEST NELLA CLASSIFICA "I 300 MIGLIORI FONDI DEL 2022"

La guida che CFS Rating realizza ogni anno individua le migliori realtà del risparmio gestito. CFS Rating, società specializzata in analisi finanziarie, analizza per questa guida oltre 12.000 prodotti autorizzati alla vendita in Italia. Zest per i fondi che hanno ben performato nel 2021 è presente con: 

 

Marco Simion, Zest Global Opportunities

“I principali driver di performance del 2021 – spiega il gestore -  sono stati il settore biotech covid-related (Moderna, Rovi, Biontech) il software (Cloudflare) ed i semiconduttori (Applied M. e ASM Int.). Dopo una prima parte dell’anno piuttosto difficile, il fondo ha saputo accelerare fino a metà novembre, quando nelle parole della Fed l’inflazione è diventata non più temporanea”.

L’analisi di CFS Rating

Il fondo è gestito in modo attivo e non ha alcun vincolo rispetto all’allocazione geografica o settoriale. La strategia di gestione combina un approccio di tipo top down applicato agli indici con un approccio bottom up volto a selezionare aziende di qualità, innovative e leader nei rispettivi settori. Nel 2021 il rendi- mento è stato positivo, ma inferiore alla media di categoria; bene, invece, i rendimenti a 3 e 5 anni. Anche lo sharpe è competitivo, nonostante livelli di volatilità superiori alla media di categoria. Ad inizio 2022 il portafoglio del fondo si mostrava abbastanza concentrato ed esposto ai titoli tecnologici; a livello geografico, la componente azionaria evidenziava un sovrappeso degli USA a scapito di un sottopeso dei titoli del Vecchio Continente. L’esposizione azionaria complessiva era intorno all’80%.

Plus Buona la performance di medio/lungo periodo.

Minus Andamento dei rendimenti un po’ altalenante.

 

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Pasquale Corvino, Zest North America Pairs Relative

“Il 2021 – spiega il gestore -  è stato un anno complessivamente positivo per i mercati azionari statunitensi sebbene, sotto la superficie degli indici, le dinamiche relative ai singoli settori e alle singole società siano state meno benevole e spesso contraddittorie.  Anche in tale contesto, il nostro approccio incentrato su esposizioni direzionali molto contenute e largamente diversificato, al fine di smussare la sensitività a singoli stili fattoriali, ci ha permesso di generare risultati positivi nella quasi totalità dei mesi”.

L’analisi di CFS Rating

 Il comparto adotta un approccio gestionale “relative value” che consiste nell’aprire posizioni corte e lunghe su determinate azioni nordamericane attraverso una rigorosa attività di stock picking volta ad individuare le migliori opportunità di mercato ed a “shortare” le realtà ritenute meno interessanti. Da 3 anni a questa parte, il comparto riesce a generare stabilmente performance positive e competitive che lo proiettano ai vertici delle classifiche di categoria stilate per rendimento. Anche la remunerazione del rischio è assolutamente convincente, poiché l’ottima performance triennale ottenuta è stata accompagnata da livelli di volatilità solo leggermente superiori alla media di categoria. Si tratta di un prodotto interessante per chi vuole esporsi all’equity americano, riducendo l’esposizione al rischio di mercato.

Plus Negli ultimi 3 anni la gestione si è dimostrata di qualità.

Minus Performance negativa nel 2018 che penalizza il rendimento complessivo a 5 anni.

 

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Tommaso Procopio, Zest Global Equity

“Il fondo Zest Global Equity – spiega il gestore -  ha come proprio universo di investimento primario i mercati azionari globali. Gli investimenti sono pesati seguendo le tendenze prevalenti in un determinato periodo di tempo e questo riguarda singoli paesi all’interno di macro aree geografiche, tra macro aree geografiche stesse oltre che tra singoli settori ed industrie”.

L’analisi di CFS Rating

Il comparto è gestito in attivamente con l’obiettivo di ottenere un rendimento assoluto positivo nel medio lungo termine. Per far ciò, la gestione investe a livello globale sia in azioni (minimo 51%) che in obbligazioni (massimo 30%) e fa anche uso di strumenti derivati per determinare l’esposizione complessiva a questi due tipi di asset e per gestire il rischio di mercato e il rischio di tasso. Negli ultimi 3 anni la gestione si è dimostra- ta di qualità, esponendosi sì a una maggior volatilità rispetto alla media, ma ottenendo performance a 1 e a 3 anni ben superiori alla media di categoria. A inizio 2022 il portafoglio era esposto completamente al rischio azionario, per poi scendere a quota 79% a fine febbraio.
A livello geografico il portafoglio era rappresentato da circa il 55% da titoli USA e da circa il 43% da titoli europei.

Plus Ottima performance triennale.
Minus Volatilità superiore alla media della categoria.

 

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