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L'analisi di Zest sulla salute dell'economia globale - Gennaio 2022

 

Come ha iniziato a sembrare evidente nella seconda metà del '21, la chiave di lettura per la performance degli asset di rischio per l'anno in corso sarà la velocità con cui cresceranno i tassi di interesse e il livello a cui troveranno finalmente stabilità. Gli investitori hanno iniziato il 2022 mostrando una giustificata preoccupazione per il possibile inasprimento di politica da parte della Federal Reserve, in risposta alle pressioni inflazionistiche che sembrano rivelarsi più durature di quanto stimato. Per rispondere alla domanda su dove siano diretti i tassi, abbiamo esaminato i fattori fondamentali dell'inflazione e dei tassi, osservando il ciclo economico globale e la salute delle famiglie statunitensi.

Iniziamo con lo stato dell'espansione globale, raffigurato nell'immagine sottostante: tutte le principali economie hanno indicatori anticipatori superiori a 100, a indicare un'economia in espansione; la Cina, inoltre ha recentemente iniziato ad allentare la politica monetaria e fiscale per sostenere l'economia.

 

 

Nonostante lo stato di salute dell'espansione globale, possiamo vedere dall'immagine sottostante (grafico centrale) che poco più del 40% dei paesi al mondo registra Indicatori Principali in aumento, mese dopo mese; questo indica che abbiamo superato la fase più veloce dell'espansione economica globale e stiamo entrando nella cosiddetta fase di metà ciclo. A nostro avviso, siamo ancora lontani dalla fine del ciclo stesso.

 

 

I tassi globali hanno mostrato una crescente e maggior correlazione a seguito della Grande Crisi Finanziaria, come appare evidente nel rapporto tra Treasury Americano e Bund tedesco, a testimonianza delle ridotte aspettative di crescita potenziale a lungo termine su entrambe le sponde dell'Atlantico.

 

 

Oltre a questo aumento di correlazione, ogni volta che i tassi statunitensi sono stati superiori di 100 pb rispetto ai tassi tedeschi (foto sotto) la domanda di titoli del Tesoro da parte degli investitori esteri aumenta significativamente (barre grigie sotto il grafico) mettendo un freno ai rendimenti statunitensi.

 

 

Ciò che colpisce maggiormente, a nostro avviso, è che le proiezioni degli economisti per la crescita economica del '22 sono più elevate per l'Europa che per gli Stati Uniti, mentre l'inflazione prevista è inferiore. Raramente, se non mai, l’Europa è cresciuta più velocemente degli Stati Uniti, rendendo quindi difficile un cambio di tendenza per il '22. Le aspettative del mercato secondo cui tassi più elevati potrebbero uccidere l'espansione americana ci appaiono quindi fuori luogo.

 

 

Anche se i tassi nominali sono diretti al rialzo, i tassi reali sono ancora in territorio profondamente negativo, e danno ampio spazio di manovra ai mercati finanziari. Sul fronte europeo, dopo molti anni di ristrutturazione del bilancio, le banche hanno la possibilità di sostenere l'economia attraverso prestiti. Sempre a nostro avviso quindi, le proiezioni degli economisti di una forte crescita europea non sembrano mal riposte.

 

Sul fronte dell'inflazione potremmo raggiungere il punto di svolta dato che i bottlenecks della catena di approvvigionamento sono in via di guarigione e il flusso commerciale globale dovrebbe normalizzarsi nei prossimi trimestri. Il Baltic Dry Index è sceso del 70% dall'ottobre 21 e ora è tornato ai livelli visti l'ultima volta verso la fine del 2020, segno che la capacità si sta liberando; anche le navi mercantili all'ancora nel porto di Long Beach (indicatore di traffico con la Cina) sono notevolmente diminuite dall'ottobre '21.

 

Il reddito disponibile delle famiglie statunitensi sta aumentando rapidamente, soprattutto nella fascia bassa della distribuzione del reddito, e la crescita dei salari sembra aver subito un’accelerazione da un paio di trimestri a questa parte. Questi fattori sosterranno la spesa dei consumatori, supportando la nostra opinione in merito alla crescita economica statunitense (e agli utili di S&P) che sorprenderà al rialzo.

 

 

Infine, chiudendo con un confronto tra il nostro calcolo del rendimento implicito a 10 anni e il Tesoro Statunitense, emerge ancora margine per un ulteriore rialzo dei tassi (circa 40 pb), ma, a nostro avviso non sufficiente da minacciare l'espansione economica globale.

Rimaniamo quindi positivi per le Asset Class di rischio nel '22, specialmente in relazione al mercato azionario ed al mercato obbligazionario High Yield.