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Tassi d'interesse: le due facce della medaglia

 

L’indice ISM Manifatturiero continua ad indicare il ritorno della crescita economica dopo il brutale arresto avvenuto durante il “lockdown”. La produzione industriale, pur rimanendo con tassi di crescita negativi, fa intravedere un miglioramento della situazione seguendo l’indice ISM con il solito ritardo. Le massicce politiche monetarie e fiscali messe in atto stanno riportando stabilità nella vita economica globale.

La Cina, essendo stata colpita per prima dalla pandemia, ha già visto superare i livelli di produzione industriale pre-Covid. Questo fa ben sperare circa la continua ripresa nel resto del mondo.

 

 

Il mercato dei tassi sta ancora scontando un futuro senza inflazione e di tassi prossimi allo zero per un lungo periodo, nonostante le importanti manovre fiscali e gli interventi monetari. Lo possiamo vedere guardando il “premio per il rischio di inflazione” (come calcolato dalla Federal Reserve di New York) che ha registrato nuovi record negativi durante la fase acuta della pandemia e che tuttora rimane in territorio negativo (linea rossa), mentre la “breakeven inflation” rimane ancorata intorno ad 1.5%. Il mercato continua a scontare il fatto che la Federal Reserve non riuscirà a portare l’inflazione vicino a quel 2.0% tanto desiderato. Il dubbio riguarda il fatto che, se non sono stati in grado di farlo finora, perché’ dovrebbero riuscirci adesso?

 

 

Ci sono buone ragioni per credere che i tassi rimarranno bassi ancora a lungo, basta osservare come la crescita di medio periodo sia da tempo al di sotto del 2.0% e la stima del tasso naturale di interesse (R-Star o tasso di breve con un’economia in piena espansione e con inflazione stabile) sia da tempo ancorata intorno a 0.5%. La promessa delle Banche Centrali non potrà fare altro che alimentare ulteriormente questo scenario.

 

 

Il mercato azionario ha premiato con forte re-rating tutte quelle aziende, come le società del Tech e del settore Health Care, in grado di crescere nonostante il contesto generale di bassa crescita ed inflazione. Gli ultimi mesi hanno permesso a queste aziende (non solamente i FAANG) di dimostrare la forza del loro modello di business. il risultato è che la percentuale di società con un elevata correlazione (positiva e negativa) con l’andamento dei tassi d’interesse non è mai stata così alta - oggi oltre il 30% delle società di grande capitalizzazione. In un contesto di bassi tassi d’interesse il mercato azionario continua ad essere l’asset class da preferire.