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Ritorno alla normalità

 

Il grafico seguente mostra le possibili future evoluzioni del contagio da coronavirus e questi diversi scenari sono, a nostro avviso, quello che determinerà il percorso dei mercati finanziari per il resto dell'anno. Nelle prossime settimane tutti i paesi rallenteranno gradualmente il “lockdown”, quindi assisteremo ad una volatilità sui mercati finanziari direttamente correlata all’andamento della curva dei nuovi contagi, qualora fossero in numero significativo. Gli indici azionari ed obbligazionari non si comporteranno bene nel caso in cui vi sia un’importante ripresa nella crescita delle infezioni. Attualmente lo scenario più probabile è che vi sarà un graduale ritorno alla normalità nelle prossime settimane e mesi.

 

 

Al momento è quasi impossibile sapere come si evolverà il contagio, ma anche come reagiranno le economie, una volta che il “lockdwon” verrà sollevato nelle varie parti del modo. Gli economisti e gli analisti finanziari stanno tutti cercando di modellare il futuro nel breve termine, ma non possono fare affidamento ai modelli economici usati in passato. Ciò che stiamo vivendo non si trova nei dati economici; il periodo dell'influenza spagnola del 1918-20 è avvenuto proprio a cavallo della fine della Prima guerra mondiale ed in un contesto sanitario molto diverso. In poche parole, non abbiamo precedenti su cui basare delle previsioni minimamente accettabili e tutti gli scenari possibili sono soggetti ad ampi margini di errore.

Grazie al massiccio stimolo fiscale e monetario dispiegato dalla maggior parte dei governi, l'impatto economico della pandemia verrà attenuato; il consenso prevede una ripresa economica a partire dalla seconda metà del 2020. La velocità della ripresa non è nota perché ci sono ancora troppe incognite: dipenderà in gran parte dalla voglia dei consumatori di ritornare ai ritmi di vita precedenti ma anche dall’impatto che questi mesi di blocco totale dell’economia hanno causato alla capacità di spesa delle famiglie. La figura sottostante ci fornisce un'indicazione di quale potrebbe essere la strada che seguiranno gli Stati Uniti e di conseguenza il resto del mondo, pur con velocità diverse.

 

 

L'S&P 500 ha recuperato metà del terreno perso durante il repentino crollo di febbraio-marzo, le stime di utili aziendali per il 2020 sono state tagliate in maniera importante, di conseguenza il multiplo del mercato è aumentato notevolmente (figura sotto). L'aspettativa è che l'economia ed il quadro dei profitti aziendali tornino a un livello pre-crisi in un futuro non troppo lontano. Data l'espansione dei multipli che abbiamo visto, qualsiasi deviazione da una graduale ripresa non verrà presa bene dai mercati; in questo momento quindi un approccio leggermente più cauto è consigliabile.

 

 

Gli spread sul mercato del credito sono ancora molto elevati, soprattutto per quelle società con più leva finanziaria. Nei prossimi mesi, quando gradualmente torneremo ai livelli di pre-crisi, gli spread di credito si normalizzeranno; le obbligazioni corporate offrono un interessante profilo rischio/rendimento in questo momento.