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Pronti a scommettere sul trade di convergenza

 

Da Focus Risparmio

 

Per chi ha saputo cavalcare l’onda della volatilità montata a partire da fine febbraio, il 2020 si sta rivelando un anno proficuo dal punto di vista delle performance. “La discesa dei mercati del primo trimestre ha interrotto la monotonia dei mercati che andava avanti da diversi anni, generando volatilità e dispersione fra i rendimenti”, spiega a FocusRisparmio Pasquale Corvino, gestore del fondo alternativo long/short Zest North America Pairs Relative.

Ora c’è la possibilità per i gestori attivi di dimostrare sul floor il valore aggiunto delle loro strategie, perché l’onda lunga della crisi Covid19 non si è esaurita con il rimbalzo di aprile e maggio.

Corvino ci spiega perché in questa intervista dove illustra dove trovare e come estrarre valore da questo mercato dove vede un “cambio di polarizzazione imminente”.

Che anno è il 2020 per le strategie alternative?

Negli anni passati il principale problema che riscontravano le strategie alternative era l’unidirezionalità del mercato. Gli indici sono stati per anni difficilmente battibili in un contesto di volatilità estremamente compressa. Inoltre, la concentrazione dei panieri azionari era piuttosto alta, vale a dire che le performance del mercato erano ‘comandate’ da un ristretto numero di azioni. Questa monotonia dei mercati poco si addice a una gestione attiva basata su rotazione e market timing. La discesa dei mercati del primo trimestre ha interrotto questa monotonia generando maggiore volatilità. Ora c’è possibilità per i gestori attivi alternativi di generare performance positive, soprattutto per le strategie merket neutral come la nostra.

Secondo lei queste condizioni ‘favorevoli’ dureranno anche nel 2° semestre?

Io credo proprio di sì perché stiamo assistendo a un cambio di polarizzazione del mercato. Il mercato continua a premiare le società e i settori ritenuti difensivi, e quindi considerati a basso rischio, evitando totalmente i settori più rischiosi in quanto ciclici. Questo spiega la notevole overperformance dei titoli a maggiore capitalizzazione, nonostante la performance media dei titoli sia stata marcatamente inferiore, come dimostra lo spread di ben 7 punti percentuali tra l’indice S&P cap-wgt e l’indice S&P equal-wgt da inizio anno. Questa concentrazione e polarizzazione delle performance è rispecchiata nelle valutazioni, che risultano particolarmente elevate per società e settori considerati immuni, rispetto ai comparti che sono stati impattati in maniera diretta dalla pandemia e, al contrario, scontano scenari pesantemente negativi, vedi consumi discrezionali, energetici, industriali e finanziari.

Come può questa divergenza essere sfruttata per estrarre alpha?

Ritengo che tale divergenza di performance, ma soprattutto di valutazione, non sia sostenibile per un periodo prolungato perché l’acuirsi o il protrarsi della crisi avrebbe inevitabilmente conseguenze pervasive anche sui comparti fino a ora meno colpiti. Per tali ragioni credo sia utile focalizzarsi su aziende con una situazione debitoria sostenibile, anche se fanno parte di settori al momento poco apprezzati. Esistono, a mio parere, importanti opportunità nell’ambito dei payment-processor e nelle piattaforme digitali legate al turismo dove, sebbene l’impatto immediatamente negativo sia indiscutibile, la struttura finanziaria estremamente flessibile e una componente debitoria ampiamente contenuta rendono le società capaci di superare le fasi avverse e di tornare velocemente a tassi di crescita elevati e ampia generazione di cassa. Inoltre, anche all’interno di settori maggiormente indebitati, come quello energetico, esistono nicchie con società ben gestite e in grado di difendere la profittabilità grazie alla complessità e minor fungibilità dei propri prodotti, per esempio nell’ambito della raffinazione.

In cosa consiste la sua strategia e come andata da inizio anno?

Il fondo Zest North America Pairs Relative è un fondo azionario long/short, costituito secondo le direttive Ucits V, focalizzato sul mercato azionario nordamericano, con approccio bottom-up. La strategia ha come  obiettivo  il rendimento assoluto attraverso un rigoroso processo di stock picking. Il fondo ricerca opportunità principalmente nelle “single stock pairs trades”: essendo infatti un fondo market neutral, ovvero non direzionale, la performance viene generata estraendo alpha dal differenziale di apprezzamento/deprezzamento tra posizioni lunghe e corte.

I trades possono essere effettuati fra due singoli titoli (ad esempio Ford vs General Motors) oppure su indici (S&P 500 vs Dow Jones Industrial). Per le coperture faccio ricorso estensivo ad opzioni listate sfruttandone le curve di volatilità.  Questo mi permette di avere posizioni coperte in cui il rischio di downside è totalmente misurabile. La strategia lavora sinteticamente sul differenziale di performance tra posizioni  lunghe  e corte. In parole semplici, la strategia va lunga di un asset giudicato sottostimato a fronte di una posizione corta aperta su un asset ritenuto sovrastimato relativamente al primo.

Perché le opzioni settimanali su singoli titoli?

È uno strumento realmente efficiente per livelli di liquidità e profondità solo sul mercato americano. Mi dà un vantaggio competitivo perché l’offerta su altri mercati è piuttosto limitata anche per numero di sottostanti.

Dopo un buon 2019 (+17,9%) la strategia ha conseguito risultati positivi per cinque mesi su cinque nel 2020. Su cosa avete puntato?

Il fondo Zest North America Pairs Relative ha ottenuto un rendimento del +7% dal 1° gennaio al 30 aprile 2020. Abbiamo iniziato l’anno in maniera prudente poiché c’era la convinzione – poi rivelatasi corretta – che i fondamentali fossero già in pieno  deterioramento. L’emergenza Covid19 ha ovviamente enfatizzato ed acuito questo trend in maniera violenta. In questo quadro, noi siamo stati bravi a guadagnare sia sulla discesa del mercato che sulla successiva ripresa, individuando il punto di svolta del mercato. Oggi puntiamo sul così detto trade di convergenza fra i due poli opposti del mercato, ossia i titoli più impattati negativamente dal Covid19 e quelli meno impattati, in quanto i prezzi  scontano scenari a nostro parere incompatibili.

Qualche trade che vi ha dato particolare soddisfazione? E un trade che invece non rifareste?

Il Trade che avrei dovuto attuare con meno impazienza è quello relativo tra i fattori momentum e value, poiché  quest’ultimo, a seguito di molteplici concause, ha sottoperformato sia in  assoluto che in relativo risultando  spesso la parte perdente. Un trade soddisfacente è stato quello riguardante determinate nicchie di mercato caratterizzate da crescita secolare. Vale a dire quelle aziende che hanno un mercato di riferimento potenziale ancora ampio e non saturo, nonché margini difendibili. Abbiamo individuato numerose società con queste caratteristiche nell’ambito sanitario.

Qual è l’holding period medio della vostra strategia?

Esistono due parti di portafoglio. Quella satellite è trading-oriented, con posizioni che possono essere movimentate anche più volte alla settimana. Ciò è funzione del beta di mercato di ciascun titolo ed è nonché del newsflow. La parte core del portafoglio, orientata all’investimento, può rimanere investita su una posizione anche per uno o più anni. Come gestore cerco di dare massima convessità al mio portafoglio attraverso molteplici metodologie.

Di seguito il link dell'intervista:

https://www.focusrisparmio.com/news/corvino-zest-am-pronti-a-scommettere-sul-trade-di-convergenza?fbclid=IwAR3dwS4i38HqG87GiaIrIQkdLUc9gi28WwI44494XSCl0lucGFP_bOpGMhs