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L'anno che verrà

 

Nel 2020 ci saranno le elezioni presidenziali negli Stati Uniti e, come ad ogni ciclo elettorale, si leggono pronostici e paragoni sul possibile andamento dei mercati finanziari in quest’anno così importante per il futuro scenario politico mondiale. Chiaramente, l’obiettivo del presidente Trump è quello di essere rieletto e, secondo l’opinione dei mercati finanziari, il raggiungimento di un accordo con la Cina, anche se imperfetto, ha sempre avuto come unico scopo quello di dimostrare che il suo atteggiamento aggressivo avrebbe dato i frutti sperati.
Nel grafico sotto vediamo l’andamento dell’indice Dow Jones Industrial durante il ciclo elettorale; la fase iniziale di incertezza (mercato volatile e senza direzione) si risolve all’avvicinarsi delle elezioni ed il mercato riprende la sua salita.

 

 

 

Un ulteriore ausilio ai mercati è da individuare nel generale miglioramento dell’economia globale che, dopo il rallentamento degli ultimi 18 mesi, dovrebbe mostrare i primi segnali di una risalita già a partire dal primo trimestre di quest’anno; gli indicatori che fanno pensare ad un tale scenario sono da riscontrare nella ripresa dell’espansione dei bilanci dell’ECB e della Federal Reserve e nel fatto che un numero sempre maggiore di Banche Centrali nel mondo sia passata da una fase restrittiva ad una fase espansiva della politica monetaria. Questo secondo approccio avrà un sicuro impatto positivo sulla crescita, anche se con un certo ritardo temporale.

 

 

A contrastare gli effetti positivi delle elezioni e delle manovre di politica monetaria intervengono le valutazioni dei mercati azionari, come si vede nel grafico sottostante. La ripresa economica porterà a revisioni positive per la crescita degli utili aziendali (mitigando l’effetto multiplo di mercato), ma, a nostro avviso, la crescita dei corsi azionari verrà limitata dalle valutazioni. 

 

 

Anche la media degli analisti si aspetta una performance modesta per il 2020 (grafico sotto). La stessa cosa è successa nel 2018 quando la guerra commerciale USA-Cina ha raggiunto il suo apice. I presupposti attuali sono però diversi, grazie alla ripresa economica ed al supporto delle banche centrali; il fattore d’incertezza in queste settimane è da trovarsi nelle tensioni tra USA ed Iran che potrebbe aprire scenari ancora più incerti.

 

 

I mercati azionari rimangono ancora l’Asset Class che preferiamo, grazie alle valutazioni relative più interessanti rispetto al mercato obbligazionario (grafico a sin) ed alla capacità di generare cassa da parte delle aziende, in particolare durante una fase di accelerazione del ciclo globale. Le elevate valutazioni potranno rendere il 2020 un anno volatile, in cui sarà richiesta pazienza e nervi saldi.