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Settembre….si riparte grazie alle banche centrali? Non basterà poiché sono i soldi spesi non quelli stampati che generano crescita e inflazione

 

Dopo Agosto che è stato ballerino come ci attendevamo e durante il quale abbiamo ricostruito una posizione rialzista sui mercati di rischio, ci siamo fermati ad analizzare i motivi per cui l’equity europeo è sempre indietro e per quali motivi potrebbe ripartire.

La ECB e gli stati europei: la crescita è innescata dagli euro spesi non da quelli stampati!

L’azione della ECB è stata molto espansiva dal 2015: il QE è stato di dimensioni e durata considerevoli raggiungendo il 40% del PIL dell’eurozona ossia 4.680 mila miliardi di Euro, i tassi sono fermi a -0.40%.

Ma gli effetti sull’economia reale sono stati relativamente tenui: la politica fiscale è stata troppo restrittiva. Il grafico mostra come l’Europa (linea arancione) non abbia speso abbastanza per innescare la crescita/inflazione, insomma virtuosi ma non intelligenti!

Source: Bloomberg

 

Se si analizzano gli effetti di questa politica fiscale troppo restrittiva sulla composizione degli indici azionari si nota come l’Europa sia il fanalino di coda in molti settori innovativi e ad alta crescita. Per esempio si veda come al Cina e gli USA facciano la parte del leone (81%) nel numero di Unicorns, cioè le startup innovative con valore di 1 miliardo di USD o maggiore.

 

Source: Mc Kinsey Global Institute 2016 China's Digital Economy. A leading global force

 

 

Se si analizzano i settori “innovativi” si veda come l’Europa sia quasi del tutto assente.

Ecco alcuni esempi di settori innovativi e le operazioni venture capital effettuate (mln di USD):

 

Source: Mc Kinsey Global Institute 2016 China's Digital Economy. A leading global force

 

La mancanza di stimoli allo sviluppo di nuovi settori da parte dei governi Europei ha fatto perdere terreno nei settori innovativi. Da qui oltre una bassa crescita anche un ritardo di crescita qualitativa (si ricordi che la forza guida del bull market dell’SP sono state le c.d. FAANG, che in Europa non sono quasi presenti).

Qualcuno potrebbe dire: ma che c’entrano le spese statali nello sviluppo dei settori innovativi? A tal proposito si ricordi che Apple “esiste” grazie a spese pubbliche (militari) che hanno sviluppato Internet e il GPS o che il telepass è stato inventato dagli italiani per snellire il traffico nel 1990 dunque investimenti in Università, centri di ricerca, infrastrutture sono necessari per sviluppare certe tecnologie.

Cosa può cambiare? La nuova commissione sta discutendo un piano per un Fondo sovrano Europeo da 100 miliardi di Euro per lo sviluppo di nuove tecnologie. Il piano è davvero un “game changer” se realizzato. Le politiche fiscali sono nettamente indirizzate a maggiore rilassatezza soprattutto per infrastrutture e investimenti di lungo termine (meno per la spesa corrente), specialmente nei paesi con minor debito. Si pensi che se la Germania si indebita di fatto “riduce” il debito grazie ai tassi negativi e al ritorno fiscale.

I BONDS!!

La nostra idea è che i tassi delle obbligazioni a lungo termine siano arrivati a un minimo che resterà insuperato per lungo tempo. La combinazione di misure si stimolo delle banche centrali e soprattutto (soldi spesi!) le misure di easing fiscale) per esempio rinnovato stimolo cinese) in coincidenza con un’accelerazione stabilizzazione dei dati economici fa crescere il rischio sulle obbligazioni.

Ecco al chart del future sull’obbligazione governativa tedesca 30 anni.

Si noti che il prezzo ai massimi è stato 228 per un rendimento a scadenza di -0.31 annuo! Un affare? Nel breve termine (6-12 mesi) solo nel caso in cui i tassi continuino a scendere così da realizzare un capital gain. Nel lungo termine solo nel caso in cui ci sia una situazione di forte deflazione, per 30 anni.

Chi lo compra allora? Innanzitutto, chi si finanzia sul mercato a -0.40% e investe 0% realizza un guadagno dalla differenza di tasso e magari un capital gain o chi ha da “matchare” una posizione debitoria a 30 anni, come le assicurazioni. Infine gli short term traders come alcuni CTA, che sono indifferenti ai livelli di tasso ma si orientano più sulle dinamiche di prezzo.

 

 

Ci sono molti motivi anche politici che ci fanno ritenere che questi livelli di tassi/inflazione siano i minimi raggiunti per un bel periodo: 1) l’inflazione è amica dei debitori, poiché “sgonfia di debiti senza ricorrere a tagli socialmente dolorosi 2) Il PIL percepito dalla popolazione è quello “nominale” (cioè crescita + inflazione) non quello reale, cioè l’inflazione aumenta il benessere/crescita percepito, dunque aiuta i politici e per questo non più demonizzata ma anzi cercata.

Purtroppo il rialzo dei tassi sui bonds porterà perdite in conto capitale (prezzi in discesa) sulle lunghe scadenze…cave canem!

 

 

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