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La BCE ha tagliato i tassi e lanciato un nuovo Qe, ma ora tocca alla politica

 

LUGANO – Il 12 settembre era atteso da analisti ed esperti del settore come una data spartiacque riguardo alle politiche monetarie europee, e così è stato. La Banca centrale europea infatti, durante la conferenza di ieri tenuta dal presidente uscente Mario Draghi, ha annunciato un taglio dei tassi, ha lanciato un nuovo qe e modificato le condizioni delle Tltro, le aste di liquidità finalizzate ai prestiti alle aziende, che saranno anche più lunghe del previsto.

Riguardo al Qe, la Bce ha anche lanciato un quantitative easing da 20 miliardi al mese, a partire dal 1° novembre, senza termine definito: resterà in vigore per il tempo necessario «a rinforzare l’impatto dei tassi e fino a poco prima l’inizio del rialzo». Continuerà inoltre a reinvestire totalmente i titoli in scadenza, fin oltre il rialzo dei tassi di interesse «e in ogni caso per il tempo necessario a mantenere condizioni di liquidità favorevoli» e un orientamento ampiamente espansivo. Non saranno toccati gli attuali “limiti” agli acquisti: la Bce, ha spiegato in conferenza stampa il presidente Mario Draghi, ha ancora ampio spazio per acquistare titoli senza doverli modificare. Il qe terminerà quando le proiezioni sull’inflazione si riavvicineranno al 2% e questa convergenza apparirà anche nei dati effettivi sulla dinamica dei prezzi. 

Quanto alle Tltro invece la Banca centrale ha ne esteso la durata da due a tre anni, e le modalità cambieranno in modo da preservare favorevoli condizioni per i prestiti bancari, assicurare una trasmissione senza intoppi della politica monetaria e sostenere ulteriormente l’orientamento espansivo della politica monetaria. Le Tltro avranno inoltre durata triennale e non più biennale, e in aggiunta Francoforte ha anche modificato la forward guidance: non sono più previsti infatti termini precisi, come era accaduto finora, e la politica ultraespansiva resterà in vigore finché necessario.

“Mario Draghi – afferma Matteo Meroni, Senior Fund Manager di Zest SA – ha lanciato un messaggio molto importante e avviato il passaggio di consegne a Christine Lagarde andando dritto al punto della questione. Ha spiegato che la Bce ha attuato politiche sostanziali mirate, ma ora, e questo sarà proprio uno dei compiti più importanti della Lagarde, diventa fondamentale stimolare i Ministri delle Finanze dei vari Paesi membri, i quali devono attuare politiche fiscali forti al fine di sostenere la domanda e far salire i rendimenti. Il presidente uscente ha infatti voluto sottolineare che chi ha spazio di bilancio lo deve usare, perché la politica monetaria da sola non basta. I governi europei che possono permetterselo quindi sono stati sollecitati a fare di più per sostenere la crescita, e tra questi c’è sicuramente la Germania.

Draghi – prosegue Meroni –  ha anche evidenziato che le modifiche varate sono state concordate all’unanimità all’interno del consiglio direttivo, e questo è un messaggio forte con il quale a mio avviso si è voluto responsabilizzare ancora di più proprio il ruolo della politica, che a questo punto diventa fondamentale. A tale proposito – conclude Meroni – pensando all’Italia, adesso che ha superato la crisi di Governo e dispone di liquidità, mi aspetto che possa veramente agire secondo le indicazioni date dalla Bce, ovvero varando adeguate politiche fiscali. Attediamo quindi i prossimi sviluppi monitorando costantemente la situazione, prendendo atto che dopo una iniziale euforia da parte dei mercati si andrà verso una normalizzazione”.

 

Zest SA