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IMO 2020: un cambiamento normativo che offre opportunità di investimento?

 

Individuare i temi su cui investire è il primo fondamentale compito cui è chiamato il gestore di un fondo per costruire correttamente un’asset allocation di tipo top-down.
Spesso la scelta ricade su tematiche che si ritiene abbiano un’asimmetria fra domanda e offerta implicando così valutazioni che incorporano solo in parte il giusto prezzo. Semplice a dirsi difficile a farsi. Un trend che sembra presentare caratteristiche simili è quello dello shipping, ovvero del trasporto via mare di beni o commodities ed in particolare quello legato al settore petrolifero.
Il fattore chiave sembra essere la nuova regolamentazione IMO 2020 voluta dall’Organizzazione Marittima Internazionale che limita il contenuto massimo di zolfo nel carburante per uso marittimo allo 0,5% dal 3,5% a partire dal 2020, riducendo così le emissioni di zolfo delle navi oceaniche.

Alcuni armatori stanno installando sistemi di pulizia dei gas di scarico, noti come scrubbers, in modo da poter continuare a utilizzare combustibile ad alto contenuto di zolfo ed altri stanno passando al diesel marino a basso contenuto di zolfo, ma tutti si aspettano un periodo di turbolenza quando entreranno in vigore le norme IMO 2020. È il più grande cambiamento normativo di sempre nel settore ed avrà un effetto enorme anche al di fuori dello shipping. A loro volta, gli investitori stanno elaborando strategie e si stanno lanciando fondi con esposizione a parti dell'industria petrolifera e del trasporto marittimo che prevedono di beneficiare dei nuovi limiti di emissione.
Facciamo il punto della situazione e cerchiamo di capire.

Primo driver: la riduzione sistematica degli ordinativi di nuove navi ha portato ad una riduzione della flotta sotto contratto. Da una media di 3886 del periodo 2005 – 2015 ad un esiguo 1330 del periodo 2016 – 2018 ed un orderbook al di sotto delle medie storiche.

Secondo driver: gli Stati Uniti sono diventati esportatori netti di petrolio e l’Asia ne è il maggior consumatore.

 

 

Permian, il gigantesco bacino sedimentario per la produzione di petrolio e gas naturale collocato fra Texas e New Mexico, incrementerà la propria capacità di esportazione dagli attuali 4,2 m bpd (milioni di barili per giorno) agli 8,4 m bpd previsti nel 2022.

Terzo Driver: rispetto alla produzione di petrolio proveniente dai Paesi Arabi la distanza da percorrere via mare si è quindi allungata di 2 o 3 volte.

Quarto Driver: Le esportazioni statunitensi a lungo raggio stanno aumentando la crescita della domanda di trasporto in modo sostanziale rispetto alla crescita della flotta.

La conclusione è che, contemporaneamente, nel 2020 assisteremo al picco di utilizzazione della flotta per tutte le tipologie: Dry bulk, Crude tankers, LNG e LPG. Una cosa mai successa dal 2007.

A completamento di questa analisi, alcune considerazioni degne di nota:

  • una delle conseguenze della nuova regolamentazione sarà quella di forzare una riduzione della velocità di crociera (si stima di circa il 17%) come effetto del maggior costo del carburante usato dalla flotta;
  • le navi che intendono e devono ancora installare gli scrubber sono quasi i 2/3 del totale e ciò ridurrà la capacità di trasporto dalla seconda metà del 2019, cioè adesso;
  • mentre alcuni armatori hanno installato gli scrubber, altri li vedono come potenzialmente ad alto rischio in quanto alcuni porti hanno già vietato o limitato l’uso degli impianti di lavaggio che pompano le acque reflue nel mare ed altri potrebbero seguirne l'esempio;
  • anche le raffinerie cosiddette complesse sono ben posizionate per produrre grandi quantità di Diesel a basso contenuto di zolfo. L'impatto sui margini della raffinazione diventerà tangibile a partire dalla fine del terzo trimestre del 2019, quando è probabile che le navi comincino a passare a carburanti conformi.

A fine di settembre i prezzi delle società del settore hanno avuto una brusca impennata provocata da due eventi ravvicinati: le sanzioni imposte dagli USA alla società cinese COSCO, che opera con 50 supertankers e l’attacco di droni alle infrastrutture petrolifere saudite, che hanno ridotto la produzione di petrolio del regno di 5,7 milioni di barili al giorno. Questi due episodi hanno funzionato da catalizzatori ed hanno accelerato un processo di risalita dei prezzi delle rotte che probabilmente sarebbe avvenuto con maggiore gradualità.

 

Con questo articolo ho voluto portare l’attenzione su un evento noto (IMO 2020) le cui conseguenze, tuttavia, sono a mio parere ancora sottovalutate per l’impatto che avranno in futuro.

Come si posizionano le maggiori case d’investimento? Alcuni analisti sono estremamente positivi, mentre altri hanno iniziato ad essere più prudenti.



Marco Simion - Gestore Zest SA