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Un Dicembre da ricordare...

 

Il sell-off dei mercati finanziari (soprattutto azionari) nel mese di dicembre è stato il peggiore dagli anni ‘30 ad oggi. Gli investitori hanno iniziato a incorporare con probabilità crescente uno scenario recessivo per il 2019. In particolare, i “colpevoli” risultano essere Cina ed Europa, che hanno manifestato segnali crescenti del rallentamento economico. Nonostante il settore manifatturiero globale continui a crescere moderatamente, un’ultima analisi mostra che l’indice è sceso ogni mese ed è, ora, al livello più basso dal 2016.

 

  

 

Sotto molti punti di vista, quello a cui stiamo assistendo è una replica di ciò che è successo agli inizi del 2016, chiaramente con delle differenze. Come ora, il petrolio era ben al di sotto dei massimi, scambiando su valori prossimi a quelli che oggi definiremmo come minimi del periodo. La Cina rallentava ad un livello allarmante, la volatilità era elevate ed il dollaro si rafforzava. Poiché il rallentamento dell'economia globale iniziava ad influenzare la crescita degli Stati Uniti, la Federal Reserve dovette prendere una pausa al ritmo pianificato di rialzo dei tassi; nelle circostanze attuali è possibile che la Federal Reserve si fermerà nella prima metà del 2019, dando ascolto ai segnali del mercato (i tassi a 10 anni sono già inferiori dello 0,5% rispetto alla scorsa estate). La deflazione è stata una seria preoccupazione nel 2016, ma non oggi, con il tasso di disoccupazione a livelli estremamente bassi e la fiducia dei consumatori ai massimi.

È nostra opinione che molti dei rischi siano stati in qualche modo scontati dagli investitori, quindi è difficile che a questo punto ci siano ulteriori significativi ribassi; in ogni caso, la volatilità rimarrà elevata e la capacità di essere flessibili risulterà un fattore chiave per affrontare l’anno. La decelerazione globale e l’assenza di ulteriori incentivi fiscali causeranno certamente una crescita inferiore degli utili aziendali; gli analisti potrebbero non aver tagliato abbastanza le stime di crescita; il rilascio delle prossime trimestrali aziendali ed il recente “profit warning” da parte di Apple (legato al rallentamento Cinese) potrebbero accelerare l’aggiustamento delle stime di utili da parte degli analisti. Cina e Stati Uniti stanno finalmente discutendo per un’intesa commerciale; l’eventuale accordo andrebbe a baneficio dei mercati finanziari.  Come illustrato nel primo grafico sotto, da quando la Cina è entrata nella World Trade Organization c'è stata un forte rialzo dei margini aziendali grazie ai vantaggi dell'offshoring; la destabilizzazione dello status quo potrebbe minare il Bull Market secolare in atto, questo è il motivo per il quale la recente incertezza politica ha reso i mercati così volatili (vedi secondo grafico sotto).

 

                            

                           

 

I mercati hanno corretto decisamente nel terzo trimestre del 2018, quindi, salvo una recessione nel prossimo futuro, siamo cautamente ottimisti per il 2019. Le valutazioni sono ora più attraenti (foto sotto) e molto pessimismo e’ nelle stime, a nostro avviso.
Siamo consapevoli del fatto che il primo trimestre dell'anno potra’ essere volatile fino a quando le incertezze attuali non saranno risolte – Brexit, Trade War e rallentamento dell’Europa, ma il peggio sembra essere passato.