Skip to the content

Fondo Mediterraneus Absolute Value e prospettive per il 2019

Generare con costanza ritorni positivi con moderati livelli di rischio e bassa volatilità comprando e vendendo azioni di società Europee. E’ questa la strategia del fondo Zest Mediterraneus Absolute Value, illustrata in maniera ancor più dettagliata dal gestore Gianrito Nicodemo.

“Zest Mediterranues Absolute Value– spiega –  è un fondo long/short attraverso il quale andiamo a cogliere le opportunità che si creano sui mercati della cosiddetta area periferica europea. Investiamo anche nel resto d’Europa, ma il 'core' degli investimenti verte su Italia, Francia, Spagna e Portogallo, perché le valutazioni in questi Paesi sono particolarmente attraenti e in 'pochi' hanno voglia di cimentarsi al momento con la periferia Europea, ma trattandosi di un long/short il nostro fondo presenta un buon livello di copertura, che ci permette di smorzare, ma non di annullare, la maggiore volatilità presente su questi mercati”.

Le prospettive quindi sono positive. “Dal nostro punto di vista sì – afferma Nicodemo – proprio perché a livello valutativo il ‘core’ degli investimenti ha delle valutazioni davvero molto interessanti, basti pensare che parliamo di prezzo/utili vicini a dieci, price/book value in molti casi sotto 1, EV/ Ebitda intorno a 6 e i cui dividendi rappresentano oltre il 4% di rendimento, e mi riferisco alla media generale dei mercati finanziari dei Paesi di riferimento, su singoli casi si trovano numeri ancora più attraenti. Naturalmente esiste sempre un perché a basse valutazioni, e ne siamo coscienti. Sicuramente il contesto di rallentamento internazionale, e le diatribe di politica economica e non solo, interne alla UE, generano questa situazione di 'derating' permanente della periferia europea, che però a nostro modo di vedere genera la situazione di rischio/opportunità utile all’investimento”.

Ma veniamo all’approccio con il quale il fondo viene gestito.“Partiamo da un quadro macro-economico, tramite un nostro database che assorbe direttamente su base mensile sia i dati pubblicati dalla Banca Centrale Europea sia quelli diffusi dalla Comunità Europea riguardo allo stato di salute delle economie dei vari paesi settore per settore. Dopodiché entriamo in gioco con uno screening di carattere quantitativo all’interno dei singoli settori, per andare a selezionare le società che risultano più interessanti dal punto di vista dei numeri. Quindi, una volta individuate le società, andiamo a contattarle direttamente, facendo un lavoro di analisi qualitativa più approfondito sia con il management, sia rispetto al bilancio stesso della società. Da questo screening individuiamo la composizione del portafoglio, che verrà strutturato poi con pesi differenti a seconda del risk-reward ratio identificato”.

L’attenzione si sposta quindi sull’andamento generale dei mercati. “In questo momento – dichiara Nicodemo – l’andamento del nostro settore, soprattutto in Europa, è piuttosto negativo, ma il periodo di tempo che comprende i prossimi sei/nove mesi potrebbe risultare particolarmente interessante per realizzare un investimento, perché trovarsi di fronte a dei ribassi nell’ordine del 30, 40 o 50 per cento su alcuni titoli permette di acquistare a prezzi piuttosto ragionevoli. Nonostante la complessità del momento quindi, mantenendo la giusta lucidità e astraendosi da quello che è il numero puro di fronte al quale ci si trova in termini di performance dei titoli, si possono trovare buone opportunità.

 

Naturalmente – prosegue –  il quadro nel quale stiamo operando è un quadro generale di rallentamento, dovuto ad una molteplicità di fattori tra cui una risalita dei tassi di interesse soprattutto in dollari, che porta l’economia globale a risentirne notevolmente, soprattutto pensando che si arriva da una prolungata fase di bassissimi tassi di interesse dovuti a periodi di corposo stimolo monetario. Questo ovviamente non fa altro che aumentare la volatilità dell’economia stessa, e crea delle problematiche di cui risentono negativamente alcuni singoli settori dell’economia, soprattutto quelli maggiormente legati ai tassi d’interesse (Banche e Assicurazioni) ma anche intere aree del globo. Lo si è visto con i mercati emergenti soprattutto nella parte asiatica, anche a causa delle tensioni commerciali generate tra Stati Uniti e Cina.

Una risalita dei tassi di interesse e un aumento del protezionismo dal punto di vista commerciale hanno innescato una situazione ad incastro che non è la migliore nella quale poter operare, ma anche se il quadro generale è piuttosto complesso, si generano delle opportunità che non si trovano sempre sui mercati e, come detto, la finestra temporale dei prossimi sei/nove mesi potrà rappresentare una importante opportunità”.

Il 2019 quindi sarà molto importante. “Per quello che riguarda il nostro universo d’investimento, la fine del quantitative easing Europeo, relativamente all’area mediterranea in euro, sarà un momento topico, visto che vedremo quale sarà il reale ‘pricing’ del debito in questi Paesi e come le società avranno modo di reagire ad una eventuale risalita dei tassi di interesse. Naturalmente, a differenza della zona centrale dell’Europa, generalmente meno volatile con riferimento particolare alla Germania, la risalita dei tassi di interesse nel nostro continente sarà di sicuro più alta nelle zone periferiche, e sarà importante essere pronti a cogliere le opportunità che si genereranno a livello di prezzi, sebbene le società presenti nell’area periferica sopravvissute alla crisi, durante questi anni, sono diventate enormemente più efficienti rispetto al passato, avendo dovuto affrontare più d’una volta in questi ultimi 10 anni tassi d’interesse “ballerini”. Buoni livelli di sconto tuttavia sono già presenti nei prezzi di mercato, che spesso anticipa nei prezzi situazioni critiche: è per questo che crediamo che investire adesso, con un adeguato livello di protezione, con un orizzonte temporale di medio periodo, offra un’ottima alternativa d’investimento in funzione dei rendimenti futuri".