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Ottobre - La Tempesta Perfetta

Ottobre è stato un mese estremamente difficile per i mercati finanziari, su tutta la linea; secondo un report della Deutsche Bank, durante il mese l’89% degli asset da loro monitorati hanno avuto una performance negativa in USD ed il 64% è risultato negativo anche in moneta locale (come da grafico sotto).

Non c’è stato modo di limitare il ribasso, con l’indice MSCI World Index al -7.4%, i Bonds US Investment Grade non finanziari con un -1.6%, European High Yield a -1.2%, Emerging Market Bonds con un -1.7% ed i BTPs -1.4%. L’Oro ed il US Dollar Index, che generalmente rappresentano la tipica diversificazione del rischio in momenti di turbolenza, sono saliti rispettivamente dell’1.9% e 2.1% , non sono stati in grado di proteggere i portafogli da una performance negativa. La combinazione di alcuni fattori, a nostro avviso, ha generato il forte ribasso nel mese di ottobre. Nello specifico: Crescita Globale – Il JP Morgan Global Manufacturing PMI, in rallentamento per 9 degli ultimi 10 mesi (vedi grafico sotto)

e la riduzione delle aspettative di crescita economica globale per il 2018 e 2019 da parte del Fondo Monetario Internazionale, ha innescato la cosiddetta "Growth Scare" (paura del rallentamento economico da parte degli investitori); nonostante l’espansione economica globale abbia visto un leggero rallentamento negli ultimi mesi, ci troviamo ancora di fronte ad una crescita economica solida e robusta. Recentemente, i paesi che stanno vedendo aumentare il livello di scorte più velocemente dei “nuovi ordini” è in crescita; allo stesso tempo, i prezzi degli input globali sono cresciuti quasi fino ai livelli più alti dal 2011, aumentando i rischi di pressione sui margini aziendali.

Cina, Tasse e Politica Monetaria – La crescita economica cinese ha subito un rallentamento dal 2014 e le autorità stanno provando a trasformare la loro economia più verso un modello simile a quello occidentale (più consumi e meno focalizzato su Industria ed Investimenti Strutturali). Le Tariffe imposte dall’amministrazione Trump nei confronti della Cina hanno un impatto sull’inflazione (e potenzialmente anche sui margini, qualora le aziende non riescano a trasferire a valle l’aumento dei costi), oltre che quello di rallentare la crescita economica; gli investitori manifestano la loro preoccupazione rispetto all’escalation di una “Guerra commerciale” che potrebbe involontariamente produrre conseguenze dannose in un momento in cui la politica monetaria americana è diventata meno accomodante (in dicembre ci si aspetta una aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve per la quarta volta ed una continua riduzione del suo bilancio) e la Banca Centrale Europea pianifica di concludere il suo programma di acquisto di obbligazioni per la fine dell’anno (inizio del Quantitative Tightening).

Italia – Lo stallo tra il governo italiano e l’Europa, riguardo la manovra di bilancio, ha generato un aumento dello spread, causando preoccupazione sulla salute delle istituzioni finanziarie italiane; l’aumento dei tassi, provoca una riduzione del valore delle obbligazioni di stato in cui le banche sono investite, riducendo al margine la solidità dei bilanci delle banche stesse. Le agenzie di rating hanno buttato benzina sul fuoco, contribuendo a peggiorare la situazione.

I mercati finanziari, a nostro avviso hanno reagito in modo eccessivo a questa combinazione di eventi; giungiamo a questa conclusione analizzando la performance del settore “Consumer Durables”, che sta già scontando una recessione nel 2019, senza che vi siano indicazioni tangibili di questo. Il primo grafico mostra la performance del settore “Consumer Durables” nei mesi che hanno preceduto l’inizio delle recessioni del 1952 e 1976; come si può vedere dalla figura, il settore da per scontata una recessione nel 2019. A questo punto entra in gioco un secondo ordine di effetti, l’adattamento delle aspettative al cambiamento di scenario economico scontato dai mercati finanziari – “Reflexivity” (grafico più in basso). Il mercato obbligazionario non crede alle previsioni di recessioni scontate dal mercato azionario (attraverso la performance del settore dei beni di consumo durevoli) ed ha iniziato a mostrare scetticismo sul futuro evolversi della politica monetaria. La curva dei Fed Funds ha completamente invertito il rialzo verificatosi all'inizio del mese; l’idea è quella che la debolezza dei dati economici stia iniziando ad influenzare le decisioni della politica monetaria. Con questo in mente, pensiamo che una posizione positiva nei confronti dei mercati finanziari possa essere giustificata, anche se crediamo che la volatilità continuerà a mantenersi elevata finche’ non ci sarà maggior chiarezza circa la salute dell’espansione economica Globale, della “Guerra Commerciale” tra Cina e Stati Uniti e la manovra di bilancio italiana.